mercoledì 19 dicembre 2007

Pena di morte: Approvata la moratoria

Con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti viene approvata dalla 62esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite la proposta di moratoria universale sulla pena di morte. Il ministro degli Affari Esteri, Massimo D'Alema, tra i principali sostenitori ha affermato che l'approvazione della proposta sarà un'opportunità per continuare la discussione "in vista dell'abolizione".

Approdata oggi all'Assemblea Generale dell'O.N.U. il testo sulla moratoria della pena di morte elaborato dalla Commissione sui Dirittti Umani è stata promossa energicamente dal Governo Italiano. Il Ministro degli Affari Esteri, Massimo D'Alema è a New York per seguire la fase finale dei lavori.

"C'è motivo di essere ottimisti l'assemblea dovrebbe sostanzialmente approvare con numeri significativi una risoluzione di portata storica", dichiarava questa mattina soddisfatto il Ministro. Infatti la proposta ha raccolto all'ultimo altri 5 voti rispetto alle previsioni.

Grande soddisfazione anche da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha dichiarato: "Sono profondamente soddisfatto. Quello di oggi è uno storico segnale che l'organo più rappresentativo, per la sua universalità, delle Nazioni Unite lancia alla comunità internazionale, richiedendo agli Stati di sospendere le esecuzioni capitali nella prospettiva dell'abolizione della pena di morte".
"Sono orgoglioso per il lavoro svolto dall'Italia. Oggi è davvero una giornata storica", ha invece commentato il Péresidente del Consiglio, Romano Prodi.
Fermi sulle loro posizioni, ormai da anni, sono rimasti gli Stati Uniti, la Cina, il Sudan e l'Iran - mentre si è trovata una larga intesa nei lavori preparatori dell'Assemblea Generale. In febbraio il Parlamento Europeo aveva votato una risoluzione comune contro la pena di morte «in tutti i casi e in tutte le circostanze» ed esprimeva nuovamente il proprio convincimento secondo il quale «l'abolizione della pena di morte contribuisce a rafforzare la dignità dell'uomo e al progressivo sviluppo dei diritti dell'uomo».
Con questa risoluzione si compiva un percorso, iniziato nel 1985 con una moratoria immediata in tutti i paesi membri del Consiglio d'Europa seguita dall'abolizione della pena di morte "senza deroghe e riserve" nel 2002.
Già nella Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea, adottata nel 2000, la pena di morte veniva abolita e diventava un requisito principale per tutti gli Stati che intendono aderire all'Unione.
Nel corso del 2007, l'Unione Europea e la presidenza tedesca si impegnavano a riaprire il dibattito sulla pena di morte, proponendo in sede O.N.U. una moratoria universale.

venerdì 30 novembre 2007

Il Partito Democratico dei giovani



Care ragazze, cari ragazzi,

il Partito Democratico fin dalla sua nascita ha voluto coinvolgere i giovani ad ogni livello. Al momento di definire le regole di svolgimento delle primarie abbiamo deciso di coinvolgere anche i minorenni. Per la prima volta nella storia della politica italiana si è potuto votare a 16 anni e ancora più importante, ci si è potuti candidare. Durante le primarie ho chiesto ai candidati impegnati nelle liste al mio fianco di distribuire davanti alle scuole una mia lettera. Per invitare i ragazzi ad andare a votare. È stato un momento importante e bello. Un lunedì mattina in cui in tutta Italia siamo andati incontro ai più giovani, confrontandoci, accogliendo anche lo scetticismo di chi fra loro pensava a una chiamata strumentale. Non è così. I giovani sono un patrimonio, una delle risorse più importanti per l’Italia, per questo credo che anche alle amministrative si possa votare a 16 anni. Nella vostra lettera parlate d’interesse generale. Secondo un sondaggio condotto dal New York Times con la CBS e MTV, il 54% dei votanti tra i 17 e i 29 anni negli Stati Uniti voterebbe per i Democratici. Le domande condotte hanno riguardato i diritti civili, il sistema sanitario, i nuovi immigrati, i temi etici. Sono questi i temi del Pd. Nel Partito democratico svilupperemo assieme le culture della legalità, dell'ambiente, coltiveremo un sistema di valori che include la solidarietà e il rispetto degli altri. Incontro di continuo centinaia di ragazze e ragazzi, e non condivido la rappresentazione che se ne da. Pochi episodi, a volte gravi, sono usati per mettere un marchio sulle giovani generazioni senza considerare le migliaia di ragazze e ragazzi che studiano, lavorano, hanno valori profondi, fanno volontariato e si impegnano nelle attività culturali. In questo caso vale il principio per cui fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Invece bisogna fare attenzione alla foresta che cresce.

Per fortuna, diversamente da come la pensano gli adulti, sono vive in voi le parole di Bob Dylan: “Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro”. Penso ai vostri coetanei di Addio Pizzo: hanno scelto di fare acquisti solo presso i negozianti palermitani che rifiutano di versare denaro alla mafia. Quei ragazzi stanno restituendo a degli imprenditori la loro libertà, quella di agire lealmente sul mercato. Il Partito Democratico ha bisogno dei vostri sogni, delle vostre speranze, della vostra voglia di futuro. Deve avvicinarsi a quelli che oggi hanno sfiducia nella politica. Dobbiamo dirgli assieme di “essere loro la politica”, come hanno fatto i loro coetanei candidatisi ed eletti alla nostra Assemblea Costituente. Per questo spero che in primavera si possano tenere le primarie dei giovani, aperte agli italiani nuovi e ai nuovi italiani, quegli immigrati di seconda generazione a cui si devono riconoscere diritti certi. È necessario che i giovani possano da subito sperimentare il confronto, e il meccanismo delle primarie mi sembra quello ideale. Non per descrivervi, come fanno spesso gli istituti di ricerca, né per dare di voi la rappresentazione che vogliamo, la copia in sedicesimo di altre strutture, replicandone pregi e difetti. Vorrei definissimo assieme le regole per partecipare, poi le primarie di primavera faranno venire alla luce la ricchezza nella diversità, la capacità di portare in politica, prendendole a prestito dalla vita di tutti i giorni, le vostre esperienze di comunità: a scuola, in rete, nelle università, nelle associazioni, sui luoghi di lavoro, per poi vedervi partecipare alla vita del Pd in base alle vostre capacità e conoscenze e non per una compensazione anagrafica.

Penso alle migliaia di professionisti in maggioranza “under 30” che lavorano nelle aziende italiane confrontandosi quotidianamente con la flessibilità, alle decine di factory che portano avanti progetti culturali creati e seguiti da giovani di talento, ai ricercatori universitari che sanno benissimo come il sapere dovrebbe stare a cuore ad ogni parte politica, ai tanti giovani che hanno smesso di studiare e lavorano duramente senza interessarsi di politica perché pensano che non discuteremo mai di quello di cui parlano la sera a tavola: le tasse, come arrivare a fine mese, i problemi dell’assistenza sociale. Non so ancora come sarà questo movimento. Lo decideremo assieme. Di sicuro dovrà partire dalla Sinistra Giovanile e dai giovani della Margherita. Di sicuro dovrà coinvolgere i ragazzi che rappresentano una risorsa per il Paese e che hanno voglia di affacciarsi per la prima volta alla politica. Persone che sono nate senza conoscere i grandi partiti da cui proveniamo. Per questo immagino una costellazione di strumenti, più cose diverse, per parlare a più ragazzi possibile. Per questo immagino un movimento nuovo, aperto, una rete fatta di nodi interscambiabili, in grado di sollecitare e valorizzare anche in politica le energie che vi contraddistinguono. Una rete che si rivolgerà ai giovani in tanti modi: dall’agorà di internet e dagli incontri sul territorio, fino a una webradio, cortometraggi, mobilitazioni via sms. Le primarie di primavera arricchiranno il Partito Democratico dei giovani italiani, e delle loro idee rendendolo ancora di più una forza innovativa e contemporanea.

Per questo il futuro sarà soprattutto il vostro. La scommessa è fare, insieme, un paese diverso, un’Italia nuova

Walter Veltroni

il cannocchiale

martedì 27 novembre 2007

Considerazioni su politica nazionale

Tutto è cominciato quando al Senato è stata approvata la Finanziaria.
O meglio, quella è stata la goccia che ha fatto, come si dice, traboccare il vaso. Le innumerevoli tensioni nella maggioranza si sono, come dire, volatilizzate nel 161 – 157 che ha praticamente confermato, in altre parole, il governo Prodi. Una legge che, come le altre, tutti i cittadini dovrebbero leggere e sulla quale tutti i cittadini dovrebbero esprimere un parere: anche questa, anzi forse proprio questa è la democrazia. Ma non stiamo a fare, in questa sede, una dissertazione di scienza politica. Ci sono tanti docenti, alcuni bravi, altri incapaci, che hanno questo compito.
Il governo quindi rimane in carica, e nel centro – destra si scatena il putiferio: in pochi giorni Berlusconi, leader della ormai ex CDL (e quindi, di fatto, attualmente leader di nulla) si ritrova contro tutti gli alleati. Una tensione che si perpetua e si accentua proprio nei giorni della famosa raccolta firme organizzata da Forza Italia per mandare a casa il governo. Anche questa, senza dubbio, una iniziativa degna di un paese democratico. Una iniziativa quindi giusta a norma di legge, non condivisibile da tutti ovviamente per gli obiettivi che si proponeva. Gli alleati, oltre ovviamente a non aver condiviso l’iniziativa che Berlusconi ha preso da solo con il suo partito, Forza Italia, cominciano a mostrare degli scetticismi e a fare critiche al loro ex leader. Berlusconi litiga con gli alleati proprio nei giorni della raccolta firme. La causa? Ci sono dissapori nella maggioranza ogni giorno, quindi ci possono essere anche nell’opposizione. La causa, dicevamo. È naturale: gli alleati di sua emittenza si aspettavano che Prodi cadesse sulla Finanziaria, sono mesi che il cavaliere predica che il governo cadrà presto, che sta corteggiando alcuni senatori scontenti del PD e che si sentono poco considerati, addirittura uno doveva essere un nostro conterraneo. È raro che Berlusconi perda, almeno in un paese come il nostro personaggi di questo genere difficilmente perdono. E invece, dopo la sconfitta alle politiche del 2006 (perché i conti sono stati fatti e rifatti e addirittura, aggiungiamo, strarifatti, e il centro – destra ha perso, anche grazie – o a causa, fate voi – di una legge della quale a volte si discute, mi pare proprio la legge elettorale, ne avete sentito parlare?) Berlusconi ha perso anche questa sua personalissima sfida con la attuale maggioranza: prima il governo doveva cadere, dopo implodere, dopo nuovamente cadere. Non è successo alcunchè di tutto questo, certo è che Prodi non ha una maggioranza chissà quanto solida al Senato, cosa della quale poteva vantarsi invece il centro – destra. Ma anche questa condizione dell’attuale maggioranza è frutto della legge elettorale approvata in extremis dalla precedente legislatura. Una approvazione che ha addolcito la sconfitta del signor Berlusconi, ma che non ha potuto evitarla.
Evidentemente agli alleati non è andata giù che il governo non abbia fatto le valigie. Ed ecco che si apre un nuovo scenario: forse per la prima volta da anni (almeno, questo è quello che ci hanno fatto vedere i media, e non mi dilungo su questo altro argomento) gli alleati di Berlusconi mettono da parte, scavalcano l’evidente carisma del loro ex leader e gli si parano contro. E non è stata una cosa di pochi giorni, un allarme che rientra, le acque che si calmano. Già il fatto che la famosa raccolta di firme sia stata organizzata solamente da Forza Italia (e non è stata certo organizzata tre giorni prima del 16 novembre) doveva far pensare che qualcosa non andasse, a parte quello che i media ci facevano vedere.
Per la prima volta dopo anni, anzi, almeno io non ricordo se è successo in passato, un esponente di un partito del centro – destra è stato fischiato dagli iscritti ad un altro partito del centro – destra. Che io ricordi, magari mi sbaglio, questa cosa mai si è verificata durante la precedente legislatura. Per quello che sappiamo almeno. Perchè, se è successo, i media non ne hanno parlato. O almeno, io non me lo ricordo. Se mi sbaglio sarò contento di essere corretto.
Sette milioni di firme! Per Zeus, quante firme! Se non ricordo male, alle ultime elezioni del 2006 Forza Italia poteva contare su 2 milioni di elettori. Infatti si diceva che comunque Berlusconi “aveva vinto”, dato che il suo partito non perdeva tantissimi consensi e lui rimaneva il leader più votato. Due milioni di elettori contro sette milioni di firme: quanta gente del centro – sinistra, scontenta di questa maggioranza e di questo governo, è andata a votare per mandare a casa Prodi? Cinque milioni? Cinque milioni di elettori del centro – sinistra si sono ricreduti? Se fosse davvero così, Prodi e gli alleati, prendendo atto del dato, avrebbero dovuto fare subito le valigie. Quanti elettori invece di AN, UDC e Lega nord hanno condiviso l’iniziativa di Forza Italia? Cinque milioni? Personalmente non posso sapere quante sono le firme e di persona non posso constatarlo materialmente, ma già il giorno dopo si esprimevano dubbi sul numero delle firme; dubbi che, a rigor di logica, vengono confermati da un altro evento del quale sua emittenza si rende protagonista: lo scioglimento di Forza Italia. Per gli dei, cosa succede? Forza Italia ottiene questo successo plebiscitario e si scioglie? Cos’era, il canto del cigno? Sorprendente. Decidete voi se in bene o in male. Berlusconi dà vita al PDL, acronimo di non so cosa, non lo sa neanche lui: popolo o partito delle libertà. A scelta libera. Eh già, più libertà di così… Una scelta che non viene condivisa dagli alleati già scontenti: Fini, subito accalappiato da Vespa, annuncia il “divorzio” con Berlusconi, Cesa, Casini e Bossi dichiarano che in questa maniera non si raggiungono obiettivi comuni. UDC e Lega restano aperti al confronto, ma Berlusconi dichiara all’opinoine pubblica che la CDL era ormai un ectoplasma e che gli alleati condizionarono il suo governo. Ah, addirittura… povero cavaliere. Effettivamente si deve dare conto anche agli alleati quando si forma una coalizione. Insomma, alla fine questo PDL sembra debba essere l’antagonista del PD. Sta di fatto che delle firme non sta parlando più nessuno, eppure è stato un grande successo…
Come leggere questi avvenimenti politici? Si potrebbe ritenere che si tratta una sconfitta di Berlusconi e del suo progetto CDL, un leader senza più una coalizione da guidare. Berlusconi però non va sottovalutato, dato che ha sempre Forza Italia. Tuttavia, Forza Italia da sola non va da nessuna parte. Dall’altro lato, il centro – sinistra ovviamente, per etica professionale ed istituzionale, deve aprire al dialogo con l’opposizione. Anche questa è democrazia, ci mancherebbe! Tuttavia, il cavaliere anni fa non si è rivelato un alleato affidabile per l’allora premier D’Alema. Prodi e Veltroni devono fare attenzione senza ovviamente trascurare i principi democratici e soprattutto l’interesse del paese. Dall’altro lato, questi avvenimenti potevano essere letti come una presa di coscienza del cavaliere del voler uscire dalla politica, per perseguire interessi personali. Nulla di sbagliato in questo, se si vuole perseguire interessi personali, lo si faccia tranquillamente (nell’ambito della legalità, come tutti del resto), ma non si può restare in politica, che è cosa pubblica, altrimenti si incappa nel conflitto di interessi. Ops, ne avete sentito parlare? Non ne parliamo in questa sede, se no ci vorrebbero pagine e pagine. Ad ogni modo, è una interpretazione che cade dato che Berlusconi ha fondato questo nuovo soggetto politico. Quindi, nessun interesse personale, resta in politica, per la cosa pubblica. Non si puàò tuttavia non prendere atto del fatto che ormai le alleanze di centro – destra si sono sfaldate. Berlusconi era il carismatico amalgamante che teneva insieme leader come Bossi e Fini, che sicuramente non si trovano simpatici (eppure concordi sul no al PDL) e Casini, uno degli epigoni della ex Democrazia Cristiana. Sembra però che ancora una volta, se ci si pensa bene, Berlusconi li abbia uniti tra di loro, stavolta però contro sé medesimo e non a favore. Si discute di legge elettorale, speriamo solamente che questa “porcata”, così come la definì Calderoli, che l’aveva votata, così come altre leggi (magari la legge Biagi, che ne dite?) siano riviste in Parlamento e siano finalmente modificate, dato che la nazione, il paese, lo Stato, fate voi, sta andando alla deriva. Destra, sinistra, lavorino insieme davvero nell’interesse del paese, facendoci magari capire che non siamo sulla “penisola di Utopia”.

Marco De Simone

giovedì 22 novembre 2007

La nostra Carta d'Identità


La 'P' verde e la 'D' bianca su uno sfondo rosso. Poi, sotto, la scritta 'Partito democratico' impreziosita da un ramoscello di ulivo. E' questo il nuovo simbolo del Pd, «la nostra carta di identità», presentato oggi presso lo Spazio Etoile in Piazza San Lorenzo in Lucina a Roma.
«Un simbolo – ha esordito il segretario nazionale Walter Veltroni - racconta l'identità di un partito e di una comunità e io credo che questo simbolo ci rappresenti bene. E' un simbolo rivolto al futuro, di un partito che nasce per una Italia nuova ed assume su di se l'identità nazionale».
Un’identità nazionale racchiusa nei tre colori che lo compongono, gli stessi che però vogliono ricordare anche le «tre grandi tradizioni che stanno nel Pd»: il verde dell'ambientalismo e del laicismo, il bianco dei cattolici democratici e il rosso della tradizione socialista e del mondo del lavoro».
«La sintesi - ha aggiunto - molto moderna e forte». Insomma, si tratta di «un simbolo rivolto al futuro, un simbolo fresco, nuovo», realizzato, come ha sottolineato con enfasi Veltroni, da un ragazzo molisano di 25 anni, Nicola Storto.
«E' stata la bandiera italiana il punto di partenza per la creazione del nuovo simbolo del Pd – ha spiegato lo stesso autore, anch’egli presente in sala - . Le indicazioni che ci avevano dato – ha aggiunto - erano tre concetti: la modernità, la velocità e la pulizia».
«Io sono partito dalla bandiera italiana - ha raccontato Storto - per la sua leggerezza, la pulizia della forma, la semplicità del messaggio, e anche la sua modernità».
«E poi sotto al nuovo simbolo - ha concluso Storto – ho inserito l'Ulivo, perchè rappresenta la storia del Pd, la sua radice».
www.partitodemocratico.it

martedì 6 novembre 2007

Italia in lutto: E' morto il grande Enzo Biagi

MILANO - Enzo Biagi è morto questa mattina. Il decano dei giornalisti italiani, che aveva 87 anni, da oltre una settimana era ricoverato nella clinica Capitanio di Milano.
Il mondo dell'informazione perde così una delle sue voci più celebri, esempio di libertà di pensiero e autorevolezza. La canera ardente è aperta dalle ore 10.
E subito è giunto il messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Scompare con Enzo Biagi - ha scritto il capo dello Stato - una grande voce di libertà. Egli ha rappresentato uno straordinario punto di riferimento ideale e morale nel complesso mondo del giornalismo e della televisione, presidiandone e garantendone l'autonomia e il pluralismo. Il suo profondo attaccamento - sempre orgogliosamente rivendicato - alla tradizione dell'antifascismo e della Resistenza lo aveva condotto a schierarsi in ogni momento in difesa dei principi e dei valori della Costituzione repubblicana".
Ad annunciare per primo il decesso è stato il medico Giorgio Massarotti, all'ingresso della clinica: "Per incarico della famiglia - ha dichiarato, davanti ai cronisti presenti - e con estremo dolore, annuncio che il dottor Biagi si è spento alle 8 di questa mattina con serenità".
Poi hanno parlato le figlie: "Si è addormentato sereno - ha raccontato Bice - devo dire che aveva programmato come sempre tutto anche per noi. Ci ha fatto dormire qualche ora, a me e a mia sorella, e ci ha aspettati. Siamo stati insieme".
Ai giornalisti che le hanno chiesto un ricordo del padre, la donna ha risposto: "Mi rendo conto che voi tutti ricordate Enzo Biagi. Io mi ricordo mio padre e sono grata a tutti quelli che in questi giorni mi hanno dimostrato tanto bene".

Enzo Biagi, una vita a raccontare fatti all'insegna della coerenza e del rigore

lunedì 5 novembre 2007

Il Partito Democratico a Pontecagnano Faiano


Il mio auspicio è che si possa al più presto costituire il Direttivo Cittadino del Partito Democratico, tenendo in considerazione il grande risultato politico che i cittadini liberi di Pontecagnano Faiano hanno determinato, votando alle Primarie del 14 ottobre 2007.

Tengo però a precisare che un grande partito, che ambisca a divenire il primo in Italia, ha bisogno, anche a livello locale, che tutte le espressioni politiche impegnatesi fattivamente, anche in prima persona con la propria candidatura, possano avere un ruolo importante e dare un contributo alla crescita dello stesso.

Per questo, spero che si possa da subito aprire un confronto tra tutte le parti impegnate realmente nel progetto del PD e di conseguenza intraprendere un percorso comune e democratico , lontano dai modi di fare e di agire che abbiamo subito in passato.

Abbiamo la possibilità di partire con un unico obiettivo, quello di discutere delle reali esigenze e problematiche dei cittadini di Pontecagnano Faiano; è questo che mi interessa davvero!

Giuseppe Lanzara

giovedì 18 ottobre 2007

Vittoria alle Primarie del Partito Democratico

Straordinario risultato elettorale alle primarie del Partito Democratico nel Comune di Pontecagnano Faiano. Ben il 60% degli elettori (circa 900 persone) hanno dato il proprio consenso alla lista “UN NUOVO INIZIO” che vedeva il nostro gruppo impegnato in prima linea con i candidati Dario Del Gais e Angelina Desiderio.

I dati comunali bocciano in maniera netta la lista dell'asse De Mita-Bassolino (Campania Democratica) che perde con notevole distacco in entrambi i seggi; in essa vi erano candidati gli esponenti locali Carmine Petolicchio e Marina Marinari con l'appoggio esterno del Consigliere Regionale Ernesto Sica.

Da segnalare infine l'ottimo risultato dell'Associazione Rinnovamento Democratico di Pontecagnano Faiano che schierata con Rosy Bindi, con ben 1526 voti in tutto il collegio 19 è riuscita a far eleggere l'amico Giuseppe D'Ascoli all'Assemblea Nazionale del PD.

Per noi gruppo giovanile è una vittoria costruita semplicemente giorno dopo giorno grazie ai tanti amici che credono nel nostro progetto e che ci hanno sostenuto ed aiutato a raggiungere questo ambizioso risultato.

Ed al riguardo, mi sembra doveroso ringraziare tutti i tesserati dell’Associazione Tyrrhenoi nella persona del Presidente Michele Ceresoli che hanno messo a disposizione la loro sede di Faiano per adibirla a seggio elettorale, ringrazio l’amico Roberto Brusa per il grande lavoro fatto dietro le quinte, lo staff composto da Candido Ciaparrone, Ruben Romano, Leopoldo Arduino, Esilio Longobardi, Roberta Leo, Patrizia Brusa, Roberta Vivone, Gennaro Carbone, Gerarda Sica, Mirko Malangone, Gianpiero Di Muro, Rosalia Rinaldi, Santa Russo, Loris Malangone e Tiziano Vaccaro che si sono occupati di tutta la parte organizzativa, tecnica e logistica, ma ringrazio soprattutto i votanti di Pontecagnano Faiano che recandosi in più di 1500 alle urne hanno potuto partecipare democraticamente per la prima volta, alla costituzione di un nuovo soggetto politico.

Ora che il PD è nato, bisogna che ci sia da parte di tutti i rappresentanti locali (che credano veramente in questo grande progetto politico) la voglia di costruire qualcosa di importante.
Si deve ovviamente partire da quello che è stato il risultato elettorale e prenderne atto, ma per vincere davvero c’è la necessità di lavorare tutti insieme per il bene del paese, e dare risposte concrete ai problemi che interessano i Cittadini.
Per questo il mio appello è verso tutti coloro che si sono “impegnati” per il progetto del Partito Democratico affinché si possa dar vita ad un grande gruppo, guida della politica riformista locale!

Chiudo infine, con un bel ricordo alla giornata di domenica 14 ottobre dove in contrapposizione a tutte le polemiche sui brogli, ritardi, scontri a livello regionale che stiamo leggendo sui giornali, a Pontecagnano Faiano straordinaria è stata l’atmosfera, il calore della gente, la partecipazione, l’interesse.

Questo è il lato bello della politica, preserviamolo e continuiamo a difenderlo!
Giuseppe Lanzara


ECCO I DATI UFFICIALI PER L'ELEZIONE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE: http://www.faiano.it/risultatiregionale.htm

ECCO I DATI UFFICIALI PER L'ELEZIONE DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE: http://www.faiano.it/risultatinazionale.htm

lunedì 15 ottobre 2007

Walter Veltroni è il Segretario del Partito Democratico

Walter Veltroni è il primo segretario del Partito democratico.

Alle primarie di ieri per eleggere assemblea costituente e leader del nuovo partito, il sindaco di Roma ha ottenuto, stando all'ultima proiezione della Ipsos relativa al 98% del campione, il 75,7% dei voti.
Sempre secondo Ipsos alla consultazione hanno preso parte almeno 3 milioni e 400mila cittadini. Dietro Veltroni è giunto il ministro della famiglia Rosy Bindi che avrebbe ottenuto il 13,3%, mentre al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Enrico Letta sarebbero andate il 10,8% delle preferenze.
Mario Adinolfi e Pier Giorgio Gawronsky, gli altri due candidati alla segreteria, avrebbero ottenuto entrambi lo 0,1%.

venerdì 12 ottobre 2007

Indicazioni per i Cittadini di Pontecagnano Faiano

Altre informazioni sui seggi e sulle liste le potrete trovare in modo dettagliato sul sito web ufficiale http://www.ulivo.it/

venerdì 5 ottobre 2007

Lettera ai cittadini in vista della Costituzione del Partito Democratico

Caro cittadino,
in un momento come questo, di reali difficoltà del sistema politico italiano, la costituzione di un “nuovo soggetto politico” denominato “Partito Democratico” può rappresentare una speranza di cambiamento, l’orizzonte strategico verso il quale convogliare i progetti, le idee, la voglia di partecipazione, nonché lo strumento di una nuova politica che si impegni nel generare riforme e soluzioni in grado di migliorare concretamente il sistema di vita, di relazioni e di lavoro nel nostro Paese.

Tutto questo ha una importanza maggiore se consideriamo la realtà politica e di governo della nostra Regione.
Vi è, infatti, l’urgenza di intraprendere una battaglia democratica e di mobilitazione per ribellarsi dallo scempio di mal governo frutto degli ultimi anni di gestione della Regione Campania, e questo al di là del colore politico di ognuno, perché chi vota alle Primarie del 14 ottobre parteciperà sicuramente ad un grande evento storico che è la formazione del direttivo del Partito Democratico ma non si iscriverà automaticamente allo stesso.

Chi decide di sostenere le liste:
“UN NUOVO INIZIO PER L’ITALIA” con WALTER VELTRONI (Costituente Nazionale);
“UN NUOVO INIZIO PER LA CAMPANIA” con SALVATORE PICCOLO (Costituente Regionale); compie un atto di responsabilità nel denunciare l’insofferenza nei confronti del potere Bassolino - De Mita i quali hanno fatto di tutto per rendere questo Paese invivibile!!!

Ci hanno riempito di rifiuti, abbiamo debiti ultra milionari della sanità, per non parlare della gestione “oscura” dei fondi europei. E di tutto ciò dobbiamo ringraziare anche qualche nostro politico locale che solo oggi lamenta insoddisfazioni e angosce (forse perché il timone gli è sfuggito di mano), dimenticando che è stato colpevolmente garante di questo sistema di potere.

Queste disavventure, vissute sulla nostra pelle, ci fanno rabbia ma devono anche imporci, fin da oggi, di essere più attenti ed interessati alla politica perché i giovani di Pontecagnano Faiano non possono arrendersi!!!

VOTARE E’ SEMPLICE
Lo possono fare tutti i cittadini, con età non inferiore ai 16 anni, residenti nei comuni del Collegio, recandosi ai seggi istituiti nel proprio Comune, dalle ore 7:00 alle ore 20:00, con documento di riconoscimento e, per chi è elettore, copia del certificato elettorale.

Il mio invito è che tu possa partecipare con coscienza alle Primarie del 14 ottobre, l’augurio è quello di avere l’opportunità di un confronto aperto e schietto come siamo abituati a fare noi giovani. Un confronto che è già iniziato da tempo sul blog www.giuseppelanzara.it al quale ti chiedo di contribuire con passione.


Con l’impegno di sempre, per una storia comune!

Affettuosamente
Giuseppe Lanzara
ex Consigliere Comunale

martedì 26 giugno 2007

Strumenti... Strumentalizzati!


Vi ricordate quando questo inverno il "Comitato Contro la discarica di Sardone", manifestava costantemente nel centro di Pontecagnano, le proprie idee? Non dimentichiamo i cortei, a cui presero parte molte persone, il blocco stradale presso Piazza Sabbato ogni domenica, tutti tentativi per far sentire la propria voce! Giusto, apprezzabile! Ciò che ci lascia perplessi è che adesso che realmente l'emergenza rifiuti sta assumendo proporzioni impressionanti e Pontecagnano Faiano è invasa in ogni ora della giornata da una puzza tossica insopportabile, il "Comitato Contro la discarica di Sardone" tace! Non si sente volare una mosca contro la Discarica alle porte del nostro comune, ora che la Campania è in fermento per manifestare contro il sistema dei rifiuti gestito in maniera vergognosa dalla Regione! Dove sono finiti questi pseudo-ecologisti? Non hanno più ragione di protestare e di difendere la salute dei loro compaesani? O semplicemente hanno finito il loro "mandato" contro la vecchia Amministrazione Comunale, che a dire il vero poco poteva influire con la discarica posizionata in un altro Comune.
"Il loro mandato"... è proprio questo che non riusciamo ad accettare e che ci fa riflettere...
Probabilmente "alcuni" di questi personaggi più che strumenti della popolazione per manifestare le proprie idee erano strumenti di qualcuno che aveva l'esigenza di veder gli "affari politici" andare in maniera diversa facendo cadere l’Amministrazione Comunale. Quindi, ora il "Comitato contro la discarica di Sardone" può anche tacere, tanto chi se ne frega se realmente c'è l'esigenza di farsi sentire per evitare che tutta la Campania venga a versare i propri rifiuti ai confini del nostro paese?
Noi ci sentiamo presi per i fondelli... A voi l'ardua sentenza!

Roberto Brusa e Giuseppe Lanzara

lunedì 12 marzo 2007

Dimissione del Sindaco Dario Del Gais

Nel pomeriggio odierno il Sindaco di Pontecagnano Faiano, Dario del Gais, ha presentato ufficialmente al protocollo generale del Comune, le sue dimissioni dalla carica di primo cittadino. Questo il testo della lettera:
“ In queste ore , si è consumato l’ennesimo tentativo di sciacallaggio da parte di alcuni consiglieri, con vari livelli di responsabilità di carattere personale e quali militanti dei rispettivi partiti, che hanno tentato di raggiungere il numero utile di firme, per procedere allo scioglimento anticipato di questo Consiglio Comunale.
Le pressioni personalistiche emerse, alle quali ho più volte con senso di responsabilità fatto fronte, non sono più a mio parere sostenibili.
Da quando sono stato eletto, con una larghissima maggioranza, nell’aprile del 2005, mi sono trovato subito nella difficoltà di controllare ritorni e spinte individualiste che nulla avevano ed hanno di connotazione politica e di senso civico oltre che di consapevolezza del ruolo delle istituzioni.
Oggi sembra più evidente che in taluni era radicata la convinzione di continuare a governare attraverso di me, in altri che l’apparente moralismo e integrità corrispondeva a segrete manovre di gestione di puro potere ed in altri ancora che esisteva la ferma adozione del ricatto politico quale sistema di governo.
E a tutto ciò ho tentato di opporre resistenza, ritenendo ingenuamente che forse il tempo potesse far prevalere la ragione ed il rispetto degli interessi generali della città.
Ciò a tutt’oggi non è avvenuto, anzi posso affermare che tale clima è cresciuto fino a sfociare in un ridicolo teatrino, dove solo la comunità pagava in prima persona i danni di costoro.
Ho espletato il mio mandato fino ad oggi sempre e solo nel profondo rispetto delle Istituzioni e nell’esclusivo interesse della nostra Comunità.

RASSEGNO

pertanto, le mie dimissioni da Sindaco di Pontecagnano Faiano auspicando, sempre nel rispetto delle Istituzioni e della comunità che amministriamo, che questo atto possa rasserenare gli animi, generando eventi nuovi e positivi tali da evitare alla nostra città, bisognosa di risposte concrete, il baratro socio – politico ed il conseguente commissariamento.
In caso contrario, con la massima serenità, ritengo che sia il caso di restituire la parola agli elettori che, spettatori di quanto sta accadendo, sapranno civilmente fare giustizia.”

Dario Del Gais

mercoledì 28 febbraio 2007

PENSA... (Fabrizio Moro)

Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
di faide e di famiglie sparse come tante biglie
su un isola di sangue che fra tante meraviglie
fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie
di una generazione costretta a non guardare
a parlare a bassa voce a spegnere la luce
a commententare in pace ogni pallottola nell'aria
ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
con dedizione contro un'istituzione organizzata
cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?
è nostra... la libertà di dire
che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona

Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani

Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento

Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani

Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no... non è solo un'illusione

Pensa prima di sparare
Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa.

giovedì 8 febbraio 2007

Documento Politico-Amministrativo Lanzara

Al Sig. Sindaco
Al. Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Al Sig. Segretario della Margherita
Ai Sigg. Consiglieri Comunali


Caro Sindaco, caro Presidente, caro Segretario della Margherita, Cari Consiglieri Comunali;
Vi scrivo in un momento, come questo, dove, in seguito ad un invito di responsabilità fatto dalle segreterie provinciali dell’Unione ad aprire un serio confronto dialettico, senza pregiudiziali, per recuperare le ragioni dell’unità e soprattutto della comune responsabilità verso i cittadini di Pontecagnano Faiano, sono pervenute risposte concrete di disponibilità al dialogo da parte di diversi Consiglieri Comunali.
Ricordo con rammarico le vicende di non molti giorni addietro dove andava di moda pressappochismo e visione riduttiva della politica che si realizzava andando di corsa da un notaio, si appendevano manifesti, si discuteva di “politica” in luoghi e con mezzi certamente non istituzionali: il pettegolezzo e le rivalità personali erano all’ordine di ogni giorno.
La mia figura di Consigliere Comunale, come anche la vostra, veniva sminuita e ridimensionata da questo tipo di atteggiamento di bassa propaganda politica.
Vi scrivo con sincera felicità e speranza, perché ad oggi mi pare che il modo di confrontarsi sia decisamente cambiato; riallineandosi alla normalità, riallineandosi a quelle che sono le attese di tanti di noi, a quello che è sempre stato il mio piccolo ma convinto modo di intendere la politica basato su un forte senso di responsabilità e di governo tale da investire ogni singolo Consigliere Comunale come primo attore della politica, al di là delle crisi interne dei partiti che già troppo spesso hanno paralizzato le funzioni di indirizzo e programmazione del Consiglio Comunale.
Pertanto, urge recuperare in primis la funzione importantissima che ogni singolo Consigliere Comunale ha; funzione diversa da quella dei partiti (anche se altrettanto rilevante) per il semplice fatto che noi Consiglieri siamo coinvolti in prima linea, per il semplice fatto che siamo direttamente responsabili verso i nostri cittadini e riguardo ai tantissimi problemi da affrontare e risolvere concretamente e che tanto turbano la nostra Città.
Per tutto ciò non possiamo più permetterci che la politica e i partiti abbiano tempi troppo lunghi!!!
Il mio invito è rivolto a tenere sempre ben presente questi propositi che sono probabilmente la ragione per la quale gli elettori hanno deciso di riporre in noi la loro fiducia.
La mia proposta è di costruire un tavolo di volenterosi pieni di idee e di impegno per riportare la politica sulle esigenze concrete e reali della Città e non a quelle virtuali e di parte.

Un augurio di Buona Vita
Giuseppe LANZARA

sabato 27 gennaio 2007

Discorso Candidato Presidente della Convenzione Comunale Gennaro Carbone

In occasione del Congresso Cittadino de "La Margherita" di Pontecagnano Faiano, il nostro Candidato alla Presidenza del partito ha effettuato il seguente discorso:

Mi presento e già questo potrebbe essere significativo perché probabilmente molti di voi non sanno nemmeno io chi sia. Mi chiamo Gennaro Carbone nato nel 1967, da sempre ho vissuto a Faiano. Lavoro come impiegato in una media azienda e fino a qualche tempo fa le mie maggiori esperienze sono sempre avvenute nel mondo dell’associazionismo cattolico.
Dicevo sicuramente qualcuno avrà detto ma chi è da dove viene.
Credo che la mia inesperienza e la mia giovinezza, nell’impegno intendo ma non solo, se in un senso potrebbe essere un limite, questo limite credo sia superato dal non avere preconcetti, che impediscono la ricerca di nuovi percorsi, ma ho solo la certezza delle mie idee e del mio senso della politica.
Ma veniamo alla mia breve storia politica iniziata in maniera più attiva e diretta con la campagna elettorale delle amministrative 2005 che come tutti ben sappiamo e ricordiamo si è conclusa in maniera eccezionale per la margherita a tutti i livelli poi la costituzione dei circoli insomma un periodo di ferventi movimenti ma poi ……
Cosa succede viene rimosso il segretario cittadino Nino Pecoraro, ma come mai ?
Io mi sento onorato di poter dire che mi candido ad esserne la continuità anche perchè sono certo c lui continuerà con me questa battaglia.
Dicevo viene rimosso il segretario, qualcuno mi spiegherà cosa sta succedendo, ci convocheranno come circoli, discuteremo, NIENTE ASSOLUTO!
forse non c’era nessuno deputato a convocarci?
forse non c’era nessuno che avesse l’autorità per farlo?
O forse più semplicemente non cera interesse a discutere di politica, perchè tutto l’interesse era solo ed esclusivamente per il livello amministrativo
Bene quando io parlo di POLITICA intendo altro!
E’ un luogo dove con percorsi di discussione, di approfondimenti, di dibattiti, si sappiano elaborare e proporre obbiettivi e soprattutto progetti per raggiungerli, e il partito che io immagino, è fatto da persone che partendo da comuni valori, si mettono in discussione quotidianamente, pongono in questo impegno tutta la passione, le idee, la determinazione, che esso richiede.
Ma forse temo non possa essere questo il luogo per approfondire tutto ciò. mi piacerebbe però che in futuro questo nostro partito sappia trovare i luoghi e i tempi per parlare anche di POLITICA.
Tornando alla mia breve storia di impegno politico, dal 2005 ad oggi non è stato il vuoto assoluto perché con un gruppo di giovanissimi amici che come me approdavano per la prima volta in questo mondo, uniti ad altri amici che di storia e di esperienza c’è ne hanno in abbondanza.
Abbiamo seguito un percorso e la mia candidatura a Segretario cittadino rappresenta solo una tappa.
Questo gruppo che riconosce nell’attuale sindaco Dario Del Gais uno dei suoi massimi rappresentanti. Sosteniamo e continueremo a sostenere il suo operato, i suoi tentativi di risolvere i problemi di questo nostro Comune, perché vediamo in lui e non solo perché appartiene alla margherita, il Sindaco della concretezza degli atti e non dell’apparenza e dell’immagine.
(A questo punto la battuta sarebbe stata semplice ma forse scontata, quindi ve la risparmio).
Con questo gruppo abbiamo iniziato un percorso insieme a tutta la coalizione di centro sinistra, perché riteniamo fondamentale ed imprescindibile il rispetto degli impegni elettorali ma anche e soprattutto perché, camminare insieme a tutta la coalizione, è un atto politico fondamentale.
Infatti è all’interno della coalizione che sarà costruito il Partito Democratico, per il quale abbiamo già intrapreso un importante cammino, anche e nonostante i tentativi di qualcuno (l’Onorevole Ciriaco De Mita), che evidentemente teme ogni rinnovamento perché potrebbe mettere in discussione la propria posizione di potere.
Dicevo nonostante i tentativi di qualcuno e di che in lui si riconosce, noi e chi con noi vorrà proseguiremo nel progetto del Partito Democratico.
Progetto che vede in questa provincia

Angelo Villani referente e interprete autentico,e di cui siamo e vogliamo essere fedeli sostenitori.
Per concludere devo dire che sono certo che mi sceglierete come vostro segretario, ma se proprio la vittoria dovesse andare al mio antagonista non posso sottrarmi dal fargli un augurio.
Di durare più di 2 mesi cosa che la volta scorsa nel Partito Popolare, con gli stessi suoi alleati di oggi mi dicono non sia stato possibile.
Ed è per questo che chiedo a tutti di sostenermi in questa candidatura, scegliete come segretario cittadino del Partito!

GENNARO CARBONE

domenica 21 gennaio 2007

Documento politico per Rutelli

Al dott. Angelo Villani
Coordinatore Provinciale DL – Margherita – SALERNO

e p.c. On. Ciriaco De Mita
Segretario Regionale DL – Margherita – NAPOLI
On. Francesco Rutelli
Segretario Nazionale DL – Margherita – ROMA
Al Collegio Nazionale dei Probiviri di DL – Margherita - ROMA


I portavoce dei circoli sotto indicati intendono portare alla Sua attenzione quanto da tempo si sta verificando a Pontecagnano Faiano dove l’Amministrazione di centro sinistra, guidata dal Sindaco espresso ed indicato dalla Margherita, ha ottenuto l’83% dei consensi, e dove l’amministrazione, benché abbia il costante consenso di tutti i partiti della coalizione, paradossalmente vive periodi stasi e di inattività, perché costretta a rincorrere dietro a strumentali periodiche e sistematiche richieste di verifiche politico-programmatiche poste in essere dal capogruppo consiliare della Margherita per altro consigliere regionale, dott. Ernesto Sica.
E’ un fatto,
che fin dal primo giorno dopo le elezioni comunali, il dott. Sica, forte della sua elezione a consigliere regionale, ha imposto e preteso che la linea del partito fosse, indiscutibilmente, solo quella da lui proposta.
Ed infatti, per prima cosa impone, con metodi arroganti, che il segretario di sezione Nino Pecoraro (che pur aveva contribuito a che la Margherita raggiungesse il grande consenso avuto alle elezioni comunali del 2005 – ben otto consiglieri oltre il Sindaco -) rassegnasse le dimissioni e che lui venisse nominato coordinatore (???) del partito a Pontecagnano Faiano. Contemporaneamente impone, sempre per il ruolo di consigliere regionale che riveste, di essere nominato capogruppo della Margherita in seno al consiglio comunale di Pontecagnano Faiano. Uno e trino!!!
Sembra di essere tornati a qualche tempo addietro quando persone sicuramente più meritevoli autorevoli e capaci rivestivano contemporaneamente più cariche di alto profilo istituzionale e di prestigio.
Così facendo a Pontecagnano Faiano non si è più avuta la possibilità di fare politica attiva. La base si è disciolta. Ognuno si è disinteressato del partito perché tutto era nelle mani del consigliere regionale.
Tutto va per il verso giusto.
E’ nella coerenza delle idee e delle azioni,
nella stessa logica della sintesi, allorché il Sindaco, intende voler onorare gli accordi elettorali con l’inserimento in giunta di un assessore dello SDI e nominare un Verde a Presidente del Consiglio comunale, il consigliere regionale inizia a scalpitare e a frapporre ostacoli di varia natura.
E’ un fatto,
in modo malevole e capzioso, al fine di adescare qualche consigliere ingenuo e neofita della politica, il consigliere regionale, nella qualità di capogruppo, propone e pretende che venga firmato da tutti i consiglieri comunali della Margherita un accordo politico (???) che preveda tre assessori (su sette) alla Margherita (con deleghe assessoriali: pianificazione territoriale; famiglia – servizi sociali – pubblica istruzione ; informatizzazione e organizzazione della macchina amministrativa – sicurezza), deleghe consiliari per ciascun consigliere comunale della Margherita (219; condono ; spettacolo; cimitero; sport; turismo; politiche giovanili; bilancio – finanze – tributi) e, dulcis in fundo, ben cinque incarichi di governo istituzionale (aeroporto; presidenza nucleo valutazione; un membro nel nucleo di valutazione; presidenza commissione consiliare permanente; presidenza commissione consiliare urbanistica). E’ di facile intuizione che una tale proposta fosse del tutto abnorme e palesemente strumentale affinché non si raggiungesse l’accordo con le altre forze politiche che fino a quel momento pure avevano sostenuto lealmente per diciotto mesi l’amministrazione e attendevano che gli accordi politici venissero onorati. Ma il padre padrone non vuole l’accordo. Ha coscienza che onorando i patti egli non potesse più fare il bello e cattivo tempo e gestire (con qualche suo fedele seguace) la macchina amministrativa riducendo, di fatto, la figura del Sindaco a mero esecutore di scelte altrui.
Così non è stato.
E’ nella coerenza delle idee e delle azioni,
il Sindaco con coraggio invece apre un tavolo di verifica politico – programmatica con tutte le forze politiche della maggioranza, dove partecipa anche il capogruppo Sica. Dopo approfondite discussioni, agli inizi di luglio 2006, si raggiunge l’accordo politico – programmatico con tutte le forze della maggioranza. Per la Margherita, l’accordo viene sottoscritto, congiuntamente al capogruppo Sica, anche dal responsabile provinciale degli Enti Locali della Margherita, Roberto Di Donato.
E’ un fatto,
al momento di ratificare l’accordo per l’esecutivo (due assessori alla Margherita) il Consigliere Sica si dichiara non d’accordo con quanto sottoscritto a luglio e pretende che alla margherita venissero assegnati tre assessori e non due, come concordato. Inoltre, pretende che i nominativi dei due assessori fossero imposti esclusivamente da lui. In tutto questo, sempre secondo il Consigliere Sica, il Sindaco non avrebbe dovuto esercitare le sue prerogative nella scelta e/o indicazione di nominativi.
E’ nella coerenza delle idee e delle azioni,
il sindaco, invece, impone il rispetto dei patti e nomina l’esecutivo. Per la Margherita provvede a designare un assessore indicato da tre Consiglieri Comunali (che non si riconoscono nelle posizioni del Sica) e provvede a nominare l’altro assessore che nel frattempo, in modo riservato,lo stesso Sica provvede ad indicargli: l’Ing. Salerno Paolo, che peraltro ritira la delega solo dopo due mesi dall’avvenuta nomina provocando , di fatto , ulteriore disagio all’amministrazione.
Da qui ha origine tutto il successivo caos politico.
E’ un fatto,
che il “super decorato” Sica, nella logica dei cattivi esempi, non lontani, della prima repubblica, a compimento del percorso di delegittimazione del Sindaco della Margherita e della Coalizione, quantunque sostenuta dalle segreterie Provinciali, ufficializza la propria sfiducia al Sindaco e alla sua amministrazione; dapprima tentando con la raccolte delle firme utili allo scioglimento, raccolta andata male, poi inondando la città di manifesti e volantini (utilizzando sempre il simbolo del partito della Margherita) con contenuti, a volte anche offensivi e poco politici.
Suddetto comportamento pur risultando non proficuo per le aspirazioni del Sica, ha però prodotto nella città forte sfiducia nelle istituzioni e nel partito della Margherita allontanando ancora di più la società dalla politica.
Si allega copia degli ultimi manifesti prodotti e fatti affiggere dal consigliere Sica.
Cordialità

I Portavoce di Circoli

“Gioventù Faianese” – Michele Ceresoli
“Mosaico” – Luigi Torre
“Arengo” – Giuseppe Malandrino
“D’Antona” – Carmine Ligurso
“San Benedetto” – Roberto Brusa