Tutto è cominciato quando al Senato è stata approvata la Finanziaria. O meglio, quella è stata la goccia che ha fatto, come si dice, traboccare il vaso. Le innumerevoli tensioni nella maggioranza si sono, come dire, volatilizzate nel 161 – 157 che ha praticamente confermato, in altre parole, il governo Prodi. Una legge che, come le altre, tutti i cittadini dovrebbero leggere e sulla quale tutti i cittadini dovrebbero esprimere un parere: anche questa, anzi forse proprio questa è la democrazia. Ma non stiamo a fare, in questa sede, una dissertazione di scienza politica. Ci sono tanti docenti, alcuni bravi, altri incapaci, che hanno questo compito.
Il governo quindi rimane in carica, e nel centro – destra si scatena il putiferio: in pochi giorni Berlusconi, leader della ormai ex CDL (e quindi, di fatto, attualmente leader di nulla) si ritrova contro tutti gli alleati. Una tensione che si perpetua e si accentua proprio nei giorni della famosa raccolta firme organizzata da Forza Italia per mandare a casa il governo. Anche questa, senza dubbio, una iniziativa degna di un paese democratico. Una iniziativa quindi giusta a norma di legge, non condivisibile da tutti ovviamente per gli obiettivi che si proponeva. Gli alleati, oltre ovviamente a non aver condiviso l’iniziativa che Berlusconi ha preso da solo con il suo partito, Forza Italia, cominciano a mostrare degli scetticismi e a fare critiche al loro ex leader. Berlusconi litiga con gli alleati proprio nei giorni della raccolta firme. La causa? Ci sono dissapori nella maggioranza ogni giorno, quindi ci possono essere anche nell’opposizione. La causa, dicevamo. È naturale: gli alleati di sua emittenza si aspettavano che Prodi cadesse sulla Finanziaria, sono mesi che il cavaliere predica che il governo cadrà presto, che sta corteggiando alcuni senatori scontenti del PD e che si sentono poco considerati, addirittura uno doveva essere un nostro conterraneo. È raro che Berlusconi perda, almeno in un paese come il nostro personaggi di questo genere difficilmente perdono. E invece, dopo la sconfitta alle politiche del 2006 (perché i conti sono stati fatti e rifatti e addirittura, aggiungiamo, strarifatti, e il centro – destra ha perso, anche grazie – o a causa, fate voi – di una legge della quale a volte si discute, mi pare proprio la legge elettorale, ne avete sentito parlare?) Berlusconi ha perso anche questa sua personalissima sfida con la attuale maggioranza: prima il governo doveva cadere, dopo implodere, dopo nuovamente cadere. Non è successo alcunchè di tutto questo, certo è che Prodi non ha una maggioranza chissà quanto solida al Senato, cosa della quale poteva vantarsi invece il centro – destra. Ma anche questa condizione dell’attuale maggioranza è frutto della legge elettorale approvata in extremis dalla precedente legislatura. Una approvazione che ha addolcito la sconfitta del signor Berlusconi, ma che non ha potuto evitarla.
Evidentemente agli alleati non è andata giù che il governo non abbia fatto le valigie. Ed ecco che si apre un nuovo scenario: forse per la prima volta da anni (almeno, questo è quello che ci hanno fatto vedere i media, e non mi dilungo su questo altro argomento) gli alleati di Berlusconi mettono da parte, scavalcano l’evidente carisma del loro ex leader e gli si parano contro. E non è stata una cosa di pochi giorni, un allarme che rientra, le acque che si calmano. Già il fatto che la famosa raccolta di firme sia stata organizzata solamente da Forza Italia (e non è stata certo organizzata tre giorni prima del 16 novembre) doveva far pensare che qualcosa non andasse, a parte quello che i media ci facevano vedere.
Per la prima volta dopo anni, anzi, almeno io non ricordo se è successo in passato, un esponente di un partito del centro – destra è stato fischiato dagli iscritti ad un altro partito del centro – destra. Che io ricordi, magari mi sbaglio, questa cosa mai si è verificata durante la precedente legislatura. Per quello che sappiamo almeno. Perchè, se è successo, i media non ne hanno parlato. O almeno, io non me lo ricordo. Se mi sbaglio sarò contento di essere corretto.
Sette milioni di firme! Per Zeus, quante firme! Se non ricordo male, alle ultime elezioni del 2006 Forza Italia poteva contare su 2 milioni di elettori. Infatti si diceva che comunque Berlusconi “aveva vinto”, dato che il suo partito non perdeva tantissimi consensi e lui rimaneva il leader più votato. Due milioni di elettori contro sette milioni di firme: quanta gente del centro – sinistra, scontenta di questa maggioranza e di questo governo, è andata a votare per mandare a casa Prodi? Cinque milioni? Cinque milioni di elettori del centro – sinistra si sono ricreduti? Se fosse davvero così, Prodi e gli alleati, prendendo atto del dato, avrebbero dovuto fare subito le valigie. Quanti elettori invece di AN, UDC e Lega nord hanno condiviso l’iniziativa di Forza Italia? Cinque milioni? Personalmente non posso sapere quante sono le firme e di persona non posso constatarlo materialmente, ma già il giorno dopo si esprimevano dubbi sul numero delle firme; dubbi che, a rigor di logica, vengono confermati da un altro evento del quale sua emittenza si rende protagonista: lo scioglimento di Forza Italia. Per gli dei, cosa succede? Forza Italia ottiene questo successo plebiscitario e si scioglie? Cos’era, il canto del cigno? Sorprendente. Decidete voi se in bene o in male. Berlusconi dà vita al PDL, acronimo di non so cosa, non lo sa neanche lui: popolo o partito delle libertà. A scelta libera. Eh già, più libertà di così… Una scelta che non viene condivisa dagli alleati già scontenti: Fini, subito accalappiato da Vespa, annuncia il “divorzio” con Berlusconi, Cesa, Casini e Bossi dichiarano che in questa maniera non si raggiungono obiettivi comuni. UDC e Lega restano aperti al confronto, ma Berlusconi dichiara all’opinoine pubblica che la CDL era ormai un ectoplasma e che gli alleati condizionarono il suo governo. Ah, addirittura… povero cavaliere. Effettivamente si deve dare conto anche agli alleati quando si forma una coalizione. Insomma, alla fine questo PDL sembra debba essere l’antagonista del PD. Sta di fatto che delle firme non sta parlando più nessuno, eppure è stato un grande successo…
Come leggere questi avvenimenti politici? Si potrebbe ritenere che si tratta una sconfitta di Berlusconi e del suo progetto CDL, un leader senza più una coalizione da guidare. Berlusconi però non va sottovalutato, dato che ha sempre Forza Italia. Tuttavia, Forza Italia da sola non va da nessuna parte. Dall’altro lato, il centro – sinistra ovviamente, per etica professionale ed istituzionale, deve aprire al dialogo con l’opposizione. Anche questa è democrazia, ci mancherebbe! Tuttavia, il cavaliere anni fa non si è rivelato un alleato affidabile per l’allora premier D’Alema. Prodi e Veltroni devono fare attenzione senza ovviamente trascurare i principi democratici e soprattutto l’interesse del paese. Dall’altro lato, questi avvenimenti potevano essere letti come una presa di coscienza del cavaliere del voler uscire dalla politica, per perseguire interessi personali. Nulla di sbagliato in questo, se si vuole perseguire interessi personali, lo si faccia tranquillamente (nell’ambito della legalità, come tutti del resto), ma non si può restare in politica, che è cosa pubblica, altrimenti si incappa nel conflitto di interessi. Ops, ne avete sentito parlare? Non ne parliamo in questa sede, se no ci vorrebbero pagine e pagine. Ad ogni modo, è una interpretazione che cade dato che Berlusconi ha fondato questo nuovo soggetto politico. Quindi, nessun interesse personale, resta in politica, per la cosa pubblica. Non si puàò tuttavia non prendere atto del fatto che ormai le alleanze di centro – destra si sono sfaldate. Berlusconi era il carismatico amalgamante che teneva insieme leader come Bossi e Fini, che sicuramente non si trovano simpatici (eppure concordi sul no al PDL) e Casini, uno degli epigoni della ex Democrazia Cristiana. Sembra però che ancora una volta, se ci si pensa bene, Berlusconi li abbia uniti tra di loro, stavolta però contro sé medesimo e non a favore. Si discute di legge elettorale, speriamo solamente che questa “porcata”, così come la definì Calderoli, che l’aveva votata, così come altre leggi (magari la legge Biagi, che ne dite?) siano riviste in Parlamento e siano finalmente modificate, dato che la nazione, il paese, lo Stato, fate voi, sta andando alla deriva. Destra, sinistra, lavorino insieme davvero nell’interesse del paese, facendoci magari capire che non siamo sulla “penisola di Utopia”.
Marco De Simone
Il governo quindi rimane in carica, e nel centro – destra si scatena il putiferio: in pochi giorni Berlusconi, leader della ormai ex CDL (e quindi, di fatto, attualmente leader di nulla) si ritrova contro tutti gli alleati. Una tensione che si perpetua e si accentua proprio nei giorni della famosa raccolta firme organizzata da Forza Italia per mandare a casa il governo. Anche questa, senza dubbio, una iniziativa degna di un paese democratico. Una iniziativa quindi giusta a norma di legge, non condivisibile da tutti ovviamente per gli obiettivi che si proponeva. Gli alleati, oltre ovviamente a non aver condiviso l’iniziativa che Berlusconi ha preso da solo con il suo partito, Forza Italia, cominciano a mostrare degli scetticismi e a fare critiche al loro ex leader. Berlusconi litiga con gli alleati proprio nei giorni della raccolta firme. La causa? Ci sono dissapori nella maggioranza ogni giorno, quindi ci possono essere anche nell’opposizione. La causa, dicevamo. È naturale: gli alleati di sua emittenza si aspettavano che Prodi cadesse sulla Finanziaria, sono mesi che il cavaliere predica che il governo cadrà presto, che sta corteggiando alcuni senatori scontenti del PD e che si sentono poco considerati, addirittura uno doveva essere un nostro conterraneo. È raro che Berlusconi perda, almeno in un paese come il nostro personaggi di questo genere difficilmente perdono. E invece, dopo la sconfitta alle politiche del 2006 (perché i conti sono stati fatti e rifatti e addirittura, aggiungiamo, strarifatti, e il centro – destra ha perso, anche grazie – o a causa, fate voi – di una legge della quale a volte si discute, mi pare proprio la legge elettorale, ne avete sentito parlare?) Berlusconi ha perso anche questa sua personalissima sfida con la attuale maggioranza: prima il governo doveva cadere, dopo implodere, dopo nuovamente cadere. Non è successo alcunchè di tutto questo, certo è che Prodi non ha una maggioranza chissà quanto solida al Senato, cosa della quale poteva vantarsi invece il centro – destra. Ma anche questa condizione dell’attuale maggioranza è frutto della legge elettorale approvata in extremis dalla precedente legislatura. Una approvazione che ha addolcito la sconfitta del signor Berlusconi, ma che non ha potuto evitarla.
Evidentemente agli alleati non è andata giù che il governo non abbia fatto le valigie. Ed ecco che si apre un nuovo scenario: forse per la prima volta da anni (almeno, questo è quello che ci hanno fatto vedere i media, e non mi dilungo su questo altro argomento) gli alleati di Berlusconi mettono da parte, scavalcano l’evidente carisma del loro ex leader e gli si parano contro. E non è stata una cosa di pochi giorni, un allarme che rientra, le acque che si calmano. Già il fatto che la famosa raccolta di firme sia stata organizzata solamente da Forza Italia (e non è stata certo organizzata tre giorni prima del 16 novembre) doveva far pensare che qualcosa non andasse, a parte quello che i media ci facevano vedere.
Per la prima volta dopo anni, anzi, almeno io non ricordo se è successo in passato, un esponente di un partito del centro – destra è stato fischiato dagli iscritti ad un altro partito del centro – destra. Che io ricordi, magari mi sbaglio, questa cosa mai si è verificata durante la precedente legislatura. Per quello che sappiamo almeno. Perchè, se è successo, i media non ne hanno parlato. O almeno, io non me lo ricordo. Se mi sbaglio sarò contento di essere corretto.
Sette milioni di firme! Per Zeus, quante firme! Se non ricordo male, alle ultime elezioni del 2006 Forza Italia poteva contare su 2 milioni di elettori. Infatti si diceva che comunque Berlusconi “aveva vinto”, dato che il suo partito non perdeva tantissimi consensi e lui rimaneva il leader più votato. Due milioni di elettori contro sette milioni di firme: quanta gente del centro – sinistra, scontenta di questa maggioranza e di questo governo, è andata a votare per mandare a casa Prodi? Cinque milioni? Cinque milioni di elettori del centro – sinistra si sono ricreduti? Se fosse davvero così, Prodi e gli alleati, prendendo atto del dato, avrebbero dovuto fare subito le valigie. Quanti elettori invece di AN, UDC e Lega nord hanno condiviso l’iniziativa di Forza Italia? Cinque milioni? Personalmente non posso sapere quante sono le firme e di persona non posso constatarlo materialmente, ma già il giorno dopo si esprimevano dubbi sul numero delle firme; dubbi che, a rigor di logica, vengono confermati da un altro evento del quale sua emittenza si rende protagonista: lo scioglimento di Forza Italia. Per gli dei, cosa succede? Forza Italia ottiene questo successo plebiscitario e si scioglie? Cos’era, il canto del cigno? Sorprendente. Decidete voi se in bene o in male. Berlusconi dà vita al PDL, acronimo di non so cosa, non lo sa neanche lui: popolo o partito delle libertà. A scelta libera. Eh già, più libertà di così… Una scelta che non viene condivisa dagli alleati già scontenti: Fini, subito accalappiato da Vespa, annuncia il “divorzio” con Berlusconi, Cesa, Casini e Bossi dichiarano che in questa maniera non si raggiungono obiettivi comuni. UDC e Lega restano aperti al confronto, ma Berlusconi dichiara all’opinoine pubblica che la CDL era ormai un ectoplasma e che gli alleati condizionarono il suo governo. Ah, addirittura… povero cavaliere. Effettivamente si deve dare conto anche agli alleati quando si forma una coalizione. Insomma, alla fine questo PDL sembra debba essere l’antagonista del PD. Sta di fatto che delle firme non sta parlando più nessuno, eppure è stato un grande successo…
Come leggere questi avvenimenti politici? Si potrebbe ritenere che si tratta una sconfitta di Berlusconi e del suo progetto CDL, un leader senza più una coalizione da guidare. Berlusconi però non va sottovalutato, dato che ha sempre Forza Italia. Tuttavia, Forza Italia da sola non va da nessuna parte. Dall’altro lato, il centro – sinistra ovviamente, per etica professionale ed istituzionale, deve aprire al dialogo con l’opposizione. Anche questa è democrazia, ci mancherebbe! Tuttavia, il cavaliere anni fa non si è rivelato un alleato affidabile per l’allora premier D’Alema. Prodi e Veltroni devono fare attenzione senza ovviamente trascurare i principi democratici e soprattutto l’interesse del paese. Dall’altro lato, questi avvenimenti potevano essere letti come una presa di coscienza del cavaliere del voler uscire dalla politica, per perseguire interessi personali. Nulla di sbagliato in questo, se si vuole perseguire interessi personali, lo si faccia tranquillamente (nell’ambito della legalità, come tutti del resto), ma non si può restare in politica, che è cosa pubblica, altrimenti si incappa nel conflitto di interessi. Ops, ne avete sentito parlare? Non ne parliamo in questa sede, se no ci vorrebbero pagine e pagine. Ad ogni modo, è una interpretazione che cade dato che Berlusconi ha fondato questo nuovo soggetto politico. Quindi, nessun interesse personale, resta in politica, per la cosa pubblica. Non si puàò tuttavia non prendere atto del fatto che ormai le alleanze di centro – destra si sono sfaldate. Berlusconi era il carismatico amalgamante che teneva insieme leader come Bossi e Fini, che sicuramente non si trovano simpatici (eppure concordi sul no al PDL) e Casini, uno degli epigoni della ex Democrazia Cristiana. Sembra però che ancora una volta, se ci si pensa bene, Berlusconi li abbia uniti tra di loro, stavolta però contro sé medesimo e non a favore. Si discute di legge elettorale, speriamo solamente che questa “porcata”, così come la definì Calderoli, che l’aveva votata, così come altre leggi (magari la legge Biagi, che ne dite?) siano riviste in Parlamento e siano finalmente modificate, dato che la nazione, il paese, lo Stato, fate voi, sta andando alla deriva. Destra, sinistra, lavorino insieme davvero nell’interesse del paese, facendoci magari capire che non siamo sulla “penisola di Utopia”.
Marco De Simone


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