Riportiamo una bella riflessione del nostro amico ANGELO MULIERI con cui noi gruppo giovanile di Faiano, insieme ad altri amici del PD, intraprenderemo un percorso comune per costruire finalmente le basi solide per la rinascita della nostra Comunità:
Io penso che il partito nuovo non debba farsi incartocciare.
Secondo me la bella Politica nella nostra Città dovrebbe essere amministrata per garantire sicurezza e per ottenere una buona vita per tutti. La sicurezza, il lavoro e i beni materiali essenziali sono i motivi per cui ognuno di noi si schiera in un campo o nell’altro.
Io sto con il partito democratico.
Vi chiedo: “A Pontecagnano ci stiamo aggregando per ottenere una buona vita per tutti i nostri concittadini?” Per me la buona vita non è la felicità promessa dal politicante di giro ma il godimento di servizi migliori, di paesaggi più belli, di rapporti di relazione reciproca più civili, insomma in una parola la bella politica di Veltroni. Quindi, la nostra Città come agire politico. Un luogo dove si vive in modo collettivo e organizzato all’idea di una funzione sociale rivolta al miglioramento della vivibilità dei propri componenti ed allo scardinamento di ciò che lo impedisce. Vado ora al sodo di queste espressioni di principio per le quali partecipo alla costruzione del Partito nuovo e per le quali vorrei respingere le verità di chi ha finora male amministrato il Comune.
Io penso che Pontecagnano assomigli sempre di più ad una periferia degradata, tra esagerato sviluppo edilizio e caos urbanistico, cui le ultime due Consiliature hanno preso parte e favorito.
Un enorme aumento del volume di edifici nell’aggregato centrale di Pontecagnano, Sant’Antonio e Casa Parrilli; un inurbamento surrettizio nell’abitato di Faiano e nuclei di Baroncino, Trivio Granata e Acquara; un’edilizia sparsa e abusiva a Magazzeno, Picciola e Pagliarone. Per contro gli spazi e i servizi pubblici detti standard urbanistici, fissati da una Legge del 1968 in metri quadrati per abitante, a vista d’occhio non assommano neanche alla metà della metà di quelli dovuti.
La grande zona a vincolo paesistico di Magazzeno e del suo entroterra che rappresenta i due terzi del territorio comunale, da quarant’anni attende invano d’essere tutelata ed avviata nell’economia del bene ambientale attraverso la stesura di un rigoroso Piano Paesaggistico come prescritto da una legge del 1939 e reso obbligatorio dalla legge Galasso dell’85.
Le zone artigianesche che aggrediscono le fasce periurbane dei centri abitati di P.Cagnano e Faiano con quei complessi elefantiaci di fabbricati ad uso residenziale camuffati da opifici per attività terziarie ne danneggiano ulteriormente la vivibilità.
Lo sperpero di circa un milione di metri quadrati di zone produttive per nuovi insediamenti industriali – artigianali, fatto salve le dovute ma sparute eccezioni, hanno fatto si che al posto di officine, laboratori e capannoni sono sorte abitazioni per il proprietario e la sua discendenza.
E tanto ancora ci sarebbe da ridire sul riutilizzo delle fabbriche dismesse del centro e delle loro aree per usi civici, alcune passate in cavalleria come il centralissimo pastificio Crudele ed i magazzini Montecatini, altre pronte per la speculazione edilizia che i nostri solerti amministratori non hanno fermato con la stesura dei piani particolareggiati ed i comparti edificatori.
Quindi l’attuale espansione edilizia è un imbroglio per i cittadini, un danno per la Città, un disastro per l’ambiente e la funzione sociale.
Angelo Mulieri